PREAMBOLO
L’attuale configurazione del Comune di Tesero è il risultato di avvenimenti che hanno caratterizzato sia la storia dell’antica Regola che quella della Comunità della Valle di Fiemme di cui ha sempre fatto parte.
1.IL COMUNE DI TESERO DAL 1806 AD OGGI
Il Comune dal punto di vista giuridico e amministrativo in senso moderno, dopo l’abolizione del Principato Vescovile di Trento, della Comunità di Fiemme e delle Regole, si forma durante il dominio napoleonico, all’inizio del secolo scorso e in questo periodo di tempo Tesero ha fatto parte:
- dal 1806 al 1809 del Governo Bavarese, in seguito alla pace di Presburgo (Baviera meridionale, Giudizio distrettuale di Fiemme e Fassa, Villa o Comune di Tesero retto da un Capovilla);
- dal 1810 al 1813 del Regno d’Italia, in seguito alla pace di Schònbrun (Dipartimento dell’Alto Adige, Distretto di Bolzano, Municipio di Tesero retto da un Sindaco);
- dal 1814 al 1918 dell’Impero Austriaco poi Austro-ungarico (Contea del Tirolo, Giudizio Distrettuale di Cavalese fino al 1868 e poi Capitanato Distrettuale di Cavalese, Comune di Tesero retto da un Capocomune);
- dal 1918 al 1946 del Regno d’Italia (Venezia Tridentina e Provincia di Trento, Giudizio Distrettuale e Pretura di Cavalese, Comune di Tesero retto da un Capocomune prima e da un Podestà poi);
- ed infine dal 1946 ad oggi della Repubblica Italiana (Regione Trentino - Alto Adige, Provincia Autonoma di Trento, Comune di Tesero retto da un Sindaco).
2. LA REGOLA DI TESERO DAL SEC. XIII AL 1806
In precedenza, a partire almeno dal 1234 in cui viene espressamente nominata, c’era la Regola di Tesero, nell’ambito della Comunità della Valle di Fiemme. Questa ultima comprendeva le 8 Regole della Valle: Trodena, Castello Cavalese-Varena (insieme fino al 1624), Carano, Daiano, Tesero-Panchià-Ziano (insieme fino al 1782), Predazzo, Moena. Le Regole, per lo sfruttamento dei pascoli e dei prati comunitari d’alta montagna, erano raggruppate già nel XIII secolo in quattro quartieri: Tesero, Panchià e Ziano formavano un quartiere.
a) Assemblea di Regola e Regolani
La Regola di Tesero era formata dall’Assemblea dei Vicini (capifuoco maggiori di 25 anni), che si riuniva su convocazione dei Regolani e che era valida con la presenza di 2/3 degli aventi diritto. L’assemblea di Regola eleggeva ogni anno a san Michele, il 29 settembre, quattro Regolani, a cui spettava mantenere i rapporti con l’esterno (le altre Regole, la Comunità, il Vicario vescovile, il Capitano della Valle), sia soprattutto gestire il territorio “regolare”; amministrare la cassa ed i beni comuni; custodire l’archivio; concedere i terreni per le costruzioni private, conservare il bosco comune; controllare il territorio e le acque, in particolare l’utilizzo delle strade e dei ponti, lo sfruttamento dei pascoli e dei prati appartenenti alla Regola; mantenere la sicurezza e l’ordine pubblico.
L’assemblea di Regola, convocata dai Regolani, oltre a trattare gli affari di maggior importanza e ad eleggere i Regolani stessi, provvedeva anche all’elezione dei due Regolani di Comune, cioè dei rappresentanti della Regola nella Comunità della Valle di Fiemme, e dei due Giurati di Banco, che assistevano lo Scario ed il Vicario vescovile nei procedimenti civili. Riceveva inoltre il rendiconto d’amministrazione dei Regolani precedenti.
Durante l’assemblea di Regola i Regolani nominavano i “saltari” di campagna e di bosco (incaricati dell’ordine pubblico e del rispetto delle disposizioni vigenti), gli Amministratori delle Chiese, i “fontegieri” (incaricati del magazzino del grano e del sale), gli incaricati di raccogliere le tasse, ed altri “officianti” in numero variabile nel corso delle varie epoche, ma sempre di nomina annuale. Le assemblee si tenevano in località “la novàl”, a monte della chiesa e del cimitero. In epoca relativamente recente, nel 1715, si acquistò un apposito edificio, la “Casa della Regola” situata nell’attuale Piazza della Regola. Nel 1878 gli uffici comunali trovarono posto nell’edificio delle scuole, attuale Municipio.
b) Lo Statuto
La Regola di Tesero si reggeva da più di due secoli con uno Statuto scritto. In Archivio sono conservati quelli del 1674 e del 1777.
Lo Statuto del 1674 è scritto dal notaio Zeno del fu Gian Giacomo Giovanelli di Cavalese (in 64 capitoli con altri 67 aggiunti fino al 1749). In esso si dichiara che il vecchio Statuto era stato scritto nel 1619 dal notaio Bernardino Alberti di Tesero, a sua volta rifacimento di quello scritto in precedenza dal notaio Matteo Rotello di Cavalese (perciò verso la fine del XVI secolo).
Lo Statuto del 1777 è scritto dal notaio Giovanni Francesco Liebener di Cavalese (in 75 capitoli più alcune aggiunte). Nell’Archivio Comunale di Ziano si trova uno Statuto della Regola di Tesero del 1774, scritto dal notaio Valerio Antonio Barbolini di Tesero (in 52 capitoli), che è una specie di bozza preparatoria di quello del 1777.
c) La bandiera e lo stemma
La Regola aveva senz’altro una sua bandiera, come tutte le altre Regole della Valle, ma non è stato conservato né un esemplare antico né una sicura descrizione del numero e dell’ordine in cui erano poste le bande orizzontali colorate.
Non risulta da alcun documento che la Regola avesse uno stemma. Il Comune di Tesero ne ha adottato uno almeno fin dal 1878, approvato dal Governo nel 1930, che in realtà è lo stemma del notaio di Tesero Carlo Bernardino Alberti (+1703).
d) Il territorio della Regola
Il territorio della Regola di Tesero confinava: a mattina con la Regola di Predazzo, fino a poca distanza dal paese; a mezzodì con i beni della Comunità situati sulla sinistra Avisio nel Gruppo del Lagorai; a sera con la Regola di Cavalese-Varena; a settentrione con l’alpe di Pampeago appartenente ai Conti di Tirolo e, dal 1473 al 1854 ai Conti Firmian.
3. IL COMUNE CATASTALE DI TESERO
Alla attuale configurazione del Comune Catastale di Tesero, basato sulla mappa del 1858, di cui esiste copia in Archivio Comunale, hanno contribuito:
- la definizione del confine a mattina, corrispondente alla attuale, in seguito alla divisione, conclusa nel 1782, del territorio tra Tesero, Panchià e Ziano, secondo il piano del Conte Alberto Vigilio de Alberti-Poia, Vicecancelliere vescovile, con qualche piccola correzione successiva;
- la definizione del confine a mezzodì, coincidente con la secolare proprietà della montagna Lagorai da parte della Comunità dopo la fissazione del confime per Vilaza tra la Regola di Tesero e la Comunità stessa con atti del 15 agosto 1587 e 18 giugno 1659;
- la definizione del confine a sera, fissato a nord tra la Regola di Tesero e quella di Varena, ricalcando il confine precedente, in data 15 giugno 1793; fissato a sud tra il Comune di Tesero e quello di Cavalese, ricalcando il confine tra le precedenti Regole, in data 4 luglio 1852;
- la definizione del confine a settentrione (situato in precedenza in località “alle confin” conforme all’atto del 19 settembre 1582) fissato in seguito all’acquisto dell’alpe di Pampeago, fatto nel 1854 dal Comune;
Nell’ambito di questo Comune Catastale assume notevole importanza:
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la proprietà del Comune di Tesero sulla sinistra Avisio, in particolare per l’acquisto da parte della Regola di 1/3 di Vilaza nel 1484 (era di privati e gli altri 2/3 vennero acquistati dalla Comunità); e nella Valle di Stava, in particolare per l’acquisto da parte del Comune di Tesero dell’alpe di Pampeago nel 1854;
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la proprietà della Comunità nella parte alta del Lagorai (ab immemorabili), nella parte alta di Pala di Santa (atto di confinazione del 18 dicembre 1799, che conferma confini precedenti), sul Cornòn (atto di confinazione del 1 luglio 1858);
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la proprietà del Comune di Ziano, in località “Avezi” sulla sinistra Avisio (già assegnata dalla Regola con atto del 23 giugno 1714, confermata sia il 22 maggio 1769 che col Piano Alberti il 27 settembre 1782).
Nel Comune Catastale di Predazzo si trova la Vicinia di Malgola, formata fin dal secolo XVI da privati di Tesero, Panchià e Ziano e ad essi spettante.
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